14 settembre 2012

incontri che sfidano la pioggia: preparativi



io non ve l'ho detto perchè sono latitante che manco fossi un boss mafioso...ma domani è un gran giorno. Domani incontrerò due favolose amiche bloggers (baby a bordo e biancume )  ed un amico. Che chiacchieriamo su twitter, e sui blog. Epure negli occhi non ci siamo viste.. E' capitata un'occasione e l'abbiamo buttata lì, e adesso ci siamo. E saremo noi, e tutte le allegre famigliole. 6 nani. 8 adulti. Un pic nic. MA avete presente il diluvio universale, quello che salvate un maschio e una femmina per ogni specie che il Sinore si è arrabbiato, la colpa non è vostra e i due liocorni??? Ecco, è da ieri che va così qui a roma. E allora ciaociao villa ada. ciaociao picnic. E io continuo ad organizzare e non demordo...che mica ci fermerà la pioggia a noi eh?? Male che va ci buttiamo tutti a casa mia, solopostiinpiedi, tipo autobus, che in 14 in 50 mq la vedo l'unica opzione possibile. ma che ci frega. Come ho scritto, mi bastano la mia nikon, due sedie e un pò di spazio...e se proprio proprio ci scappasse pure un raggio di sole...sarà di nuovo estate :)

12 settembre 2012

E' vita

quante parole entrano in un pensiero compiuto?
e quante ci girano intorno, prima di trovare posto, il loro posto?
e quanti pensieri invece non sano prendere corpo in parole?
le paure, le emozioni, quel morso allo stomaco che lo senti lì la mattina ma non capisci cosa ci stia a fare.
quella strana sensazione di tanto in tanto, che l'aria che hai intorno non sia abbastanza per il bisogno che avresti.
e poi arriva in un attimo,c'è un qualcosa che prende corpo in una frase, in una notizia;
a volte è qualcuno che ti dice che è andato tutto bene, altre volte invece qualcuno che ti dice che tutto bene non va, e tu ti ritrovi a sentire nelle orecchie solo i battiti del tuo cuore, nel petto un pugno, forte, e lacrime calde che non ne vogliono sapere di stare al posto loro, che vogliono uscire violente in singhiozzi da bambino
per dare voce e vita ad ogni emozione che non avevi saputo riconoscere.
Eccole lì, ecco perchè. A chiederti di misurarti. Che la quotidianità e la sua banalità ti avevano distratta. e invece c'è di nuovo forza da trovare, abbracci da dare e lacrime da asciugare.
E' vita, in fondo, cosa farne poi si vedrà.

7 settembre 2012

La biondina del mio cuore

immagine presa dal web


E' stata una parte delle mie vacanze. La seconda parte. Quella in montagna , che non è troppo nelle mie corde. Quella in un paesino, io che sono un'isterica metropolitana. Eppure è stata la parte migliore. Quella con lei. La mia biondina. Che quando eravamo piccole giravamo sullo stesso motorino, stesso modello, stesso colore, scritto con un uniposca bianco o dorato, che si sapesse che eravamo come sorelle; cantando a squarciagola. Stesse canzoni, stesso cuore. Una mora (io) e l'altra bionda (lei). Inseparabili. Che quando partivamo facevamo una valigia in due, che tranne le scarpe (lei piedino da fata io un pò meno) e i reggiseni (io un pò più che meno, lei un pò meno che più) avevamo le stesse taglie. E c'era quella complicità senza fine, Quella di quando hai gli anni che finiscono in "teen" ed è tutto bello e una scoperta. Anche se ci sono cose brutte, che in due però sembrano più sopportabili. Quell'età delle uscite sotto la pioggia in due in motorino a raccontarsi dell'ultimo amore. Delle telefonate chilometriche anche se ti eri lasciata da poche ore. Dei pomeriggi di studio per preparare la maturità. Delle uscite in quattro. Della patente. Della musica, e le prime discoteche del sabato pomeriggio, che c'era il lui di turno che faceva servizio d'ordine e ci faceva entrare gratis. Quella delle notti nella stessa camera a chiacchierare fino alla mattina dopo. Quella in cui sembra incredibile che ti accadano così tante cose in contemporanea, sempre insieme...noi due. ci siamo riempite di bigliettini, e lettere, e scritte sul diario. Abbiamo cambiato scuola per ritrovarci compagne di banco.E abbiamo litigato, e fatto pace. E ci siamo tenute la mano. E abbiamo riempito giornate di sole e di risate.
E poi è capitata la vita. Il suo trasferimento, e lunghi viaggi in treno, e lacrime alla stazione, ogni volta. Chiedendoti come farai, e aspettando la prossima occasione per ripartire.
E oggi sono passati 9 anni dall'ultima volta che sono salita su un treno per correre da lei. E 3 dall'ultima volta che lei è corsa da me. Ma è bastato un attimo. Per vivere di nuovo vicine, e non importa se abbiamo quattro marmocchi, un marito, un compagno, un ex marito, un cane. Una casa sottosopra. Tanti pensieri. Poco tempo. Perchè il cuore è sempre quello. E le lacrime sempre quelle, che ti dicono che quel posto lì non cambierà mai, che è suo, della biondina del mio cuore.



1 settembre 2012

Come i ricci

È che essere mamma non è facile. Che a volte sembra di non farcela e che tutto l'amore che hai non ti basta, perchè vorresti silenzio e tregua. E avere una vita non è facile. Che Lui lo hai aspettato da sempre, e vi siete trovati e persi e ritrovati. E a costruire un noi ci avete messo una vita. E a trasformarvi in una famiglia che ha radici diverse ancora ci state lavorando. E pensi che se è difficile per te figurarsi per Lui, che quell'amore innato e viscerale di un genitore non ce l'ha. E una vacanza di contatti stretti stretti che non ha buchi di respiro in solitudine ti trasforma in una corda che a certe pizzicate poi .. E tu nel mezzo. Tra la madre e la donna. Tra l'istinto di proteggere chi il tuo sangue ce l'ha, e non vi siete scelti ma tu lo sai che un amore più grande non esisterà mai, e quello di rimanere dalla Sua parte, e proteggere ció che avete scelto e che è l'amore di una vita. E tu lo sai che non potrai mai scegliere da che parte stare, che ne esiste solo una, senza possibilità di appello.
Eppure sei a casa. Eppure quel calore lo senti. Che a volte le cose bisogna lasciarle andare, e avere fiducia. Che quella mano grande e forte imparerà come sostenere quelle manine, guardandosi negli occhi, abbracciandosi, scrutandosi e incastrandosi nel loro gioco di tira e molla, tra aculei pungenti e sfiorate di naso. Che l'equilibrio lo troveranno loro, insieme. Il gigante e la bambina. E tu lo sai.

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