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1 settembre 2012

Come i ricci

È che essere mamma non è facile. Che a volte sembra di non farcela e che tutto l'amore che hai non ti basta, perchè vorresti silenzio e tregua. E avere una vita non è facile. Che Lui lo hai aspettato da sempre, e vi siete trovati e persi e ritrovati. E a costruire un noi ci avete messo una vita. E a trasformarvi in una famiglia che ha radici diverse ancora ci state lavorando. E pensi che se è difficile per te figurarsi per Lui, che quell'amore innato e viscerale di un genitore non ce l'ha. E una vacanza di contatti stretti stretti che non ha buchi di respiro in solitudine ti trasforma in una corda che a certe pizzicate poi .. E tu nel mezzo. Tra la madre e la donna. Tra l'istinto di proteggere chi il tuo sangue ce l'ha, e non vi siete scelti ma tu lo sai che un amore più grande non esisterà mai, e quello di rimanere dalla Sua parte, e proteggere ció che avete scelto e che è l'amore di una vita. E tu lo sai che non potrai mai scegliere da che parte stare, che ne esiste solo una, senza possibilità di appello.
Eppure sei a casa. Eppure quel calore lo senti. Che a volte le cose bisogna lasciarle andare, e avere fiducia. Che quella mano grande e forte imparerà come sostenere quelle manine, guardandosi negli occhi, abbracciandosi, scrutandosi e incastrandosi nel loro gioco di tira e molla, tra aculei pungenti e sfiorate di naso. Che l'equilibrio lo troveranno loro, insieme. Il gigante e la bambina. E tu lo sai.

26 aprile 2012

Edipo, Amleto e vari altri generatori di dubbio, ossia quando ungenitore non sa che pesci prendere



Sono giornate difficili, molti di voi lo sanno. Giorni in cui tante domande si infilano nella testa e nel cuore e per quanto cerchi di metterle in fila e trovare un capo e una coda , non ce la puoi fare. Perchè essere genitori è anche questo. Ed essere genitori separati forse lo è di più? Perchè c'è che non compensi, di fondo. Che non ti metti tutti  a tavola e se è necessario affronti un discorso, così, se si creano le giuste condizioni. Che non c'è il momento jolly coccole/lettone/tv che riappacifica tutti i cuori e gli animi. Invece c'è il telefono. Con i lacrimoni dall'altro alto della cornetta che per quanto parli non si asciugano mai, e la mano non puoi allungarla. Ci sono chiacchiere a mozzichi, in una pausa pranzo, in un momento serale, raramente estemporanee. E sono valide eh. perchè io e il mio ex siamo stati in grado di preservare questo: la coogenitorialità. Siamo genitori, insieme. Ed è bello. E i nani lo sanno, perchè respirano un'aria serena e di affetto. perchè per loro è normale chiederci di fare cose tutti e 5 (anche con Lui, si) che tanto non c'è niente di strano. perchè per loro è normale dirci come si sentono e sapere che mamma e papà parlano e dire all'uno o all'altra è uguale. Ma nonostante questo, nonostante questo ci sono due case e due mondi. Diversi. E quella diversità non ha una zona di tregua, comune. E forse questo è il problema. Non c'è una camera di decompensazione. Non c'è. E così succede che una bambina di 4 anni, vivace, spigliata, frenetica, sorridente e testarda e determinata a un certo punto decide che quel papà non va mica tanto bene. Che lui c'è poco. Che quando c'è forse non è tanto a sua misura. Che tutto sommato la mamma è meglio. Che lei dal papà tutti quei giorni non ci vuole stare, sono troppi. E allora tu la guardi, la ascolti, la abbracci e inizi a pensare. A chiedere. a te stessa. al papà. alla psicologa. all'amica psicologa dell'età evolutiva. a Lui.  a tua madre. alle amiche. Perchè non sai cosa si fa. Non sai come si fa. Hai imparato che con i bambini é importante avere un po' di rigidità. Perchè loro hanno bisogno di regole. Di binari, su cui camminare. In cui imparare a muoversi. Di certezze, o almeno di punti fermi. Che sono la mamma e il papà a doverglieli dare quei punti fermi. E se ne smonti uno ce ne devono essere altri. E se a un certo punto della loro vita tu prendi la famiglia x come loro la conoscono e la dividi nei singoli componenti e la ricomponi in un modo nuovo, diverso, lo devi fare con grande cura. Devi creare qualcosa di nuovo. Di altrettanto stabile. Con delle regole nuove. Con coerenza. Con fedeltà. Senza promesse non mantenute. Senza chiacchiere. Con fatti. Con alternative, reali. E affidabili. E non è stato facile. Con un uomo che ha infranto la regola dell'affidabilità alla prima occasione. Perchè lui non ci riesce. È un bravo papà, quando c'è. E ama i suoi figli follemente. Ma purtroppo è vittima sacrificale del suo lavoro. Non so se dell'amore per quel lavoro, io non l'ho ancora capito. Senz'altro di quegli ingranaggi. Ci sta dentro fino al colo. C'è quello sopra ogni altra cosa. E lo so che scatenerò qualche espressione di stizza, ma la mia non è una polemica da donnetta. Io amo il mio lavoro moltissimo e sono anche (stata) molto ambiziosa a riguardo. Quindi non sono contro la dedizione lavorativa. MA bisogna avere il coraggio e l'onesta di dire a se stessi come stanno le cose, di dichiarare le proprie priorità, e poi operare delle scelte. E lui, che ama i suoi figli moltissimo, non sa dedicare a loro un tempo giusto, perchè i ritagli del suo lavoro non sono un tempo giusto per loro. Perchè non è nè la mattina e nè la sera. Perchè non c'é mai un pomeriggio, mai. E così i nani passano il loro tempo con i nonni, non due nonni sprint, ma due nonni parecchio Old fashion. E si, sono la sua ex moglie e sicuramente c'è un vizio più che di forma di sostanza nei miei giudizi su di loro, ma fidatevi, la verità non è troppo lontana ( e tra parentesi in quanto miei lettori dovreste essere dalla mia parte, non l'avete letto nel regolamento del blog?? ;pp.) fatto sta, che stavolta ho divagato parecchissimo, che lui la sera torna tardi. E mettici che per una serie di motivi lui si è dedicato un po' di più al piccolo Edo, che si sa è un maschietto e aveva proprio bisogno di creare un rapporto col papà. Aggiungici che lui è come dire? Un uomo un po' vecchio stampo, un po' tanto ( non perdete tempo a chiedervi perchè mai
Io l'ho sposato, come fanno tutti tanto la risposta esatta non c'è...ecco) e non è propriamente un moderno compagnone di giochi. Insomma, a Edo aveva insegnato il rigoletto e a lulu chi era l'etoile del bolshoi. Tutte queste cose insieme fanno più o meno si che luli lo abbia giudicato poco idoneo a un certo punto. E che, coerentemente col suo carattere deciso e tutto d'un pezzo abbia deciso di andare oltre. Tipo: preferisco stare con mamma. Che è ovvio che non è cosa possibile. Manco un adulto ci riesce un altro po', figuriamoci una nana, femmina poi. E quindi poi ci ripensa. È combattuta. E nel mezzo ci siamo noi. I punti fermi. Che non sappiamo che pesci prendere. Che non la puoi costringere a stare col papà. Che però poi se ci ripensa che fai? Era meglio insistere? E ieri è andata così. E lei è tornata da me ( il fratello no che non posso manco pensare di dire a lui scegli da chi andare tipo a chi vuoi più bene..). E poi peró io l'ho dovuta sgridare ( che ha interpretato il bianco del frigorifero come un'invitante tela da pittore, e lei era il pittore ovvio) e allora lo sconforto l'ha assalita. E i lacrimoni tra un vojo papi e un volevo dommire da papà, sembravano non finire più. E io per un attimo mi sono sentita persa. E ora mi chiedo: che si fa?
Aiut


24 ottobre 2011

Perchè non sono una mamma modello

Ci sono quelle mamme lì. Quelle che fanno le torte la domenica pomeriggio. Quelle che è tutto naturale, fatto in casa, biologico, genuino. Quelle che si ascolta solo questa musica, si legge solo quello, ci si mette solo quell'altro. Che non ci si sporca su! L'altro giorno in piscina ho osservato agghiacciata un padre che intimava al figlio 6enne l'autonomia completa e totale, e poi fiero e tronfio diceva ad un altra mamma del figlio 14enne che suona il flauto traverso all accademia. E io ho immaginato un ragazzino brufolosetto col suo flauto traverso, e mi sono sentita un pó triste che per carità, Severino gazzelloni era strepitoso...ma a 14 anni.. Non saprei.
Ecco no, io non sono così. Come sono io? Una mamma parecchio incasinata, che oggi ho mandato Edo a scuola in jeans e invece aveva ginnastica ma mi ero dimenticata, manonimporta. Una mamma che al figlio ha regalato il gioco dei pokemon chiedendo ai pischelki bel reparto videogiochi quale fosse quello più figo, e che insieme si è comprata finalmente little big planet per lei e ci ha fatto mezzanotte, ahah! Una che ai figli da anche i bastoncini findus, e che balla con loro ascoltando musica pop e rock. Che li veste come se fossero due bambolotti e mammamia che divertimento.. Che al cinema compra i popcorn giganti. Ecchisenefrega. Perchè quanto è bello essere bambini? E quanto è bello godersela con loro? Sarà che sono una mamma che pensa di avere quindici anni come dicono alcune mie amiche un pó più nella parte... Ma io credo solo che non serve essere seri e pinguini x fare i genitori, anzi..

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