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14 gennaio 2013

NON CE LA FACCIO non si può


Lei è in quella fase da bambina odiosa. Risponde male. Ti sorride mentre la riprendi. fa di testa sua. Punta i piedi. dice di NO.
Con Lui lo fa cento volte di più. Lo provoca. Continuamente.
 Lui impazzisce. Si infastidisce. le risponde male.
Alla fine chiamano in causa me, o Lui o lei. Io intervengo.Spesso riprendendo lei. Qualche volta dicendo a Lui di stare più calmo, di non battibeccare.
e' da quest'estate che va avanti così.
Mi ha detto che tutti hanno la mamma e il papà e lei no, e allora è triste.
che lei vuole solo mamma. Disegna cuori in continuazione solo per me. Io al devo lavare. io la devo vestire.
C'è stato un momento in cui si vestiva solo come me e faceva solo quello che facevo io.
Non è facile. cerco di parlarle, tanto e in continuazione. Le spiego. Le faccio domande.
e' un momento delicato. quando io e il papà ci siamo separati lei aveva solo 1 anno. non ah memoria di come era. non ha esperienze. e in più è meno incline al dialogo. La così detta educazione emozionale con lei è al parte più difficile, e quella che mi dà più pensiero, soprattutto s e mi parte la miccia che mi fa pensare che il padre è una specie di anaffettivo cronico e io sono terrorizzata che anche i miei figli lo diventino...ma KEEP CALM AND CARRY ON.
Col papà ne parliamo tanto. lei fa un pò di domande a lui, un pò a me. poi dice che vorrebbe che vivessimo tutti insieme, io, il papà, Lui e i nani. Ma ecco...a questo livello di tranquillità direi che ancora non ci siamo arrivati (anche se domani sera Lui e il mio ex si vanno a prendere una birra...vabbè)
Poi ne parlo con Lui. perchè Lui deve sistemare un pò questa cosa tra lei e Lui.
E ieri sera gli ho detto che certo che deve riprenderla e arrabbiarsi, ma poi punto. Non può diventare sgarbato e antipatico. non può battibeccare. Non può provocarla. Non può tenere il muso per un intera giornata.
mi ha detto Non ce la faccio.
e io gli ho detto che NON SI PUO'.
Che se entri in una famiglia come genitore o come surrogato non puoi non farcela. Devi sempre trovare un modo.
ecco tutto.


4 ottobre 2012

lettere nel cassetto


La premessa è: sono consapevole.
Di non essere del tutto normale.
Di avere dei grossi e profondi spazi di ansia, insana e folle.
Di possedere la spiccata tendenza alla mania del controllo.
Eppure, io mi preoccupo.
Di cosa potrei lasciare se.
Di chi.
Di come.
E così, anni fa, al momento di affrontare un lungo volo intercontinentale, io ho scritto una lettera.
Al mio piccolo E.
Perchè se fosse capitato qualcosa io non lo avrei lasciato in modo del tutto silenzioso.
Difficile racchiudere in una lettera, per lunga che sia, il senso della vita che vorresti trasmettere ad un figlio. 
Difficile dare il giusto peso a quel "sii felice" che in fondo è l'unico vero insegnamento che speri apprenderà da te. Sopra ogni altro. Contro qualunque pregiudizio, e schema, e formalismo.
Ma ci ho proivato.
E da allora ho continuato.


E così nel mio cassetto , ci sono ormai quattro lettere.
Una per E, il mio ometto.
Una per L, la mia piccola principessa.
Una per la mia mamma, perchè è lei che vorrei si curasse dei miei piccoli.
E una per Lui, che lo sa che è Lui, ma vorrei lo potesse sempre ricordare.
E chiamatemi folle, che poi lo so che lo sono, ma questo è. E a me piace così :)


19 settembre 2012

Incongruenze

Giornate che il rumore della pioggia non capisci se sia lui che fa da sfondo al tuo stato d'animo o viceversa. Che i pensieri fanno lo stesso identico ticchettio, convulso a momenti, poi in apnea, giusto il tempo di riordinarli, prima di un'altra serie, crescente.
Giornate in cui il caldo dell'estate sembra così lontano, che tutti quegli ossicini doloranti di raffreddore e starnuti manco sapevi di averli. Che la testa sembra bollire, e non solo di febbre, ma di vorrei, e potrei, e chissà. Peró poi.
Giornate senza tempo, che dietro a quel cielo grigio chissà se si nasconde un mezzogiorno o l'ora del the.
Giornate che arrivi a casa e in mezzo al fumo di una doccia bollente al profumo di lavanda ti riconcili col mondo. Che infili qualcosa di largo e comodo e ti butti sul divano. Che chiudi gli occhi e pensi che quel silenzio è d'oro, e che il rumore che ti fa impazzire ogni giorno di vocine acute tra risa e lagne che si inseguono in questa casa troppo piccola un po' ti manca. Ma è solo un pomeriggio e una notte, e domani ripenserai che vorresti solo un po' di silenzio. Che ormai sei una e doppia, donna e mamma, sempre.

1 settembre 2012

Come i ricci

È che essere mamma non è facile. Che a volte sembra di non farcela e che tutto l'amore che hai non ti basta, perchè vorresti silenzio e tregua. E avere una vita non è facile. Che Lui lo hai aspettato da sempre, e vi siete trovati e persi e ritrovati. E a costruire un noi ci avete messo una vita. E a trasformarvi in una famiglia che ha radici diverse ancora ci state lavorando. E pensi che se è difficile per te figurarsi per Lui, che quell'amore innato e viscerale di un genitore non ce l'ha. E una vacanza di contatti stretti stretti che non ha buchi di respiro in solitudine ti trasforma in una corda che a certe pizzicate poi .. E tu nel mezzo. Tra la madre e la donna. Tra l'istinto di proteggere chi il tuo sangue ce l'ha, e non vi siete scelti ma tu lo sai che un amore più grande non esisterà mai, e quello di rimanere dalla Sua parte, e proteggere ció che avete scelto e che è l'amore di una vita. E tu lo sai che non potrai mai scegliere da che parte stare, che ne esiste solo una, senza possibilità di appello.
Eppure sei a casa. Eppure quel calore lo senti. Che a volte le cose bisogna lasciarle andare, e avere fiducia. Che quella mano grande e forte imparerà come sostenere quelle manine, guardandosi negli occhi, abbracciandosi, scrutandosi e incastrandosi nel loro gioco di tira e molla, tra aculei pungenti e sfiorate di naso. Che l'equilibrio lo troveranno loro, insieme. Il gigante e la bambina. E tu lo sai.

8 agosto 2012

L'avventura più grande

La mia amica E è in travaglio. Ora. A 680 km di distanza lei sta diventando mamma. Lei che ha ancora certezze su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Sul fatto che ci sia UN modo per fare alcune cose. Che ci sono delle regole che vanno rispettate sopra tutto. Lei che è stata la mia testimone di nozze e che ha vissuto malissimo la mia separazione. Lei diventa mamma. e mentre sono qui, in un paesino in mezzo ai monti con un'altra amica, quella del cuore per intenderci, penso a cosa vorrei dirle e augurarle. Ed è che alla fine, nonostante io sia spesso e volentieri impegnata a difendere il diritto di non essere solo mamma, essere mamma è un'avventura grande, unica, imparagonabile. Diventare mamma è un'occasione. Quella di misurarti oltre te stessa. Di scoprirti. Di superarti. Di costruirti. Perchè la verità è che quando diventi mamma non sei più sola e non puoi più raccontati storie. Ti ritrovi nuda di fronte a un essere che ha bisogno di te, alle tue incapacità, a dei ritmi nuovi e diversi, a esigenze nuove e allora devi scoprire e inventare. Devi scavare per trovare ogni volta una nuova soluzione che non è giusta o sbagliata in assoluto ma solo per te e per tuo figlio. Scopri che il mondo è vario, e che ci sono infinite soluzioni, ognuna giusta a modo suo. E questo ti rende davvero forte. E capace di essere mamma, imperfetta e unica. Perchè la verità è che quando diventi mamma scopri che sei imperfetta e questo si che da i superpoteri, quelli che solo una mamma. Che è quell'imperfezione e la coscienza di averla che ti rende capace di modificarti e plasmarti su e con tuo figlio. Di conoscere i suoi e i tuoi errori e perdonarli per andare avanti un pó più saggi e un pó più grandi. Di scrollarti di dosso dogmi e certezze che solo chi non si sente arrivato conserva la curiosita di cercare e scoprire, e non smette mai di trovare. E allora amica mia in bocca al lupo, a te e al tuo cucciolo nella vostra fantastica avventura

21 maggio 2012

E' il LULUMPLEANNO : auguri e dintorni

Oggi è il compleanno della mia bambina.
Ecco.Lei compie 4 anni. Lei ha sorrisi incredibili per la vita, che sia un animatore che fa le facce strane o un nonno assonnato o un padre distratto o il compagno peloso della mamma o la nonna ansiosa o il fratellino arrabbiato o un signore che la saluta dal finestrino, grande o piccolo, maschio o femmina. Lei è nata sorridendo. E io sento fortissimo il desiderio e l'urgenza di proteggerla. Di proteggere i suoi sorrisi e la sua curiosità. La sua voglia incredibile di andare incontro al mondo, senza paura. 
E' stato un fine settimana terribile. Casualmente a ridosso del suo compleanno la mia nanetta si è trovata più o meno in mezzo a tante emozioni strane e pericolose per la sua gioiosa spensieratezza. Venerdì sera mi ha supplicata in lacrime di non lasciarla dalla nonna paterna (il papà non era tornato). Io non sapevo che fare. Ero sola. Il mio ex mi ha detto lasciala poi si calma. io non sapevo che fare. Ho chiesto aiuto alla mia ex suocera che invece, piccola e vigliacca quale è, ha sfruttato al situazione per lasciar trasparire in modo più o meno esplicito il suo livore verso di me, brutta stronza che ha lasciato il figlio e donna poco seria che si è rifatta una vita e guarda cosa hai fatto a questi bambini è colpa tua. Così la piccola lulu si è trovata tra la sua mamma e la sua nonna che discutevano, e ha protetto la mamma, mi ha messo una mano sulla spalla e mi ha detto "vai mamma, io non piango più, ciao". A 4 anni la mia bambina ha dovuto fare quello che un adulto non ha saputo: proteggere se stessa. 
E questo non doveva succedere. Perchè non è lei che dovrebbe preoccuparsi di consolare un adulto, o di aiutare certe scelte.
Poi è arrivato il sabato. Come un macigno. Brindisi. L'idea di una ragazzina che muore in un posto sicuro. In un momento della sua vita, in circostanze in cui queste brutture non dovrebbero entrare MAI. Sono mondi che dovrebbero restare distinti. Quelli dell'innocenza, della gioia, della speranza, e quelli della disillusione, della responsabilità, della paura. La rabbia che provo di fronte a quello che è successo è indicibile. e non so se è dovuta al fatto che sono madre, forse si. Perchè ci penso alla mia bambina. ai suoi sorrisi. A quelli che vanno protetti. oggi come tra 12 anni, quando andrà in una scuola con le sue amiche chiacchierando di cose da 16enni come Melissa. E non si fa di tutta l'erba un fascio, lo so. Ma è questo che sta succedendo? Che la speranza viene tolta a chi non dovrebbe perderla mai? che il mondo delle brutture degli adulti collide con quello colorato dei ragazzini e dei bambini? 
E così ieri, quando poi sono arrivate anche le immagini terribili del terremoto, e di nuovo ho pensato a quelle famiglie, a chi ha dormito con i propri figli nel lettone e le scarpe e lo zaino pronti sulla porta per correre via, io ho festegiato la mia bambina. Con un clown che intrattiene i bambini negli ospedali. Percè forse la ricetta contro le brutture è di coltivarla quella speranza, di proteggere quei sorrisi, qualunque sia la minaccia e da ogni parte arrivi.
Forse questo è il post della banalità, ma io non riesco a pensare altre parole da tre giorni, e l'unico pensiero nelle dissonanze di questa recente vita, tra il fischietto della festa e i messaggi su twitter delle mie amiche spaventate, tra palloncini colorati e immagini di famiglie dilaniate, è stato questo. Resistiamo. Proteggiamo il bello dal brutto, sempre.
E io proteggo i miei bambini e il loro sorriso, da tutte le persone e le cose che vogliono rubarlo.


Questa canzone ha un passaggio che mi mette i brividi, perchè dentro c'è tutto l'essere di una madre. ha risuonato dentro di me in tutti questi giorni, col pensiero a chi ha visto il corpo dilaniato di una figlia rubata alla vita, a chi ha corso per salvare un figlio, a chi è rimasto pronto con occhio vigile. 


21 marzo 2012

La capacità di solitudine

è ovvio che io sia molto stressata in questo momento, che ci sono dei pensieri talmente ingombranti nella mia testa che faccio fatica  ad ignorarli, nonostante non abbiano granchè soluzione e lasciarli da parte sia l'unico modo per andare avanti. E quindi non so se sia per quello, o se invece è solo che la misura è colma. Mi chiedevo qualche sera fa, come funziona? C'è un limite entro il quale noi, il nostro cuore, il nostro fisico, la nostra testa, siamo disposti  a tollerare? Una capacità? Che poi a un certo punto raggiungi la misura e basta, da lì in avanti non se ne può più. Perchè io mi ci sento un pò così. Un pò come una che quel limite l'ha raggiunta e allora ha una capacità di tolleranza che è molto molto più bassa. Più bassa di quello che dovrebbe essere. Più bassa del necessario.
La mia capacità di solitudine ha raggiunto il limite. Ecco.
Crescere dei figli da soli è sfiancante. Non credete a chi vi racconta quanto entusiasmante sia avere i propri figli tutti per sè, perchè NON E' VERO. E' favoloso passare DEL tempo da soli con i propri figli. Quando hai del tempo in cui non sei solo. Quando hai del tempo in cui puoi recuperare energia. Quando sai che a un certo punto potrai dire "non ce la faccio" e qualcun altro arriverà a sostituirti. Quando potrai decidere di farti una doccia o semplicemente la pipì da sola. Quando potrai avere mal di testa, o la febbre, o una giornata storta. Ma se tu sei da sola, da sola davvero, non è bello. E' devastante. Perchè sei insostituibile. Perchè non c'è uno spazio per "un attimo, mamma non può, facciamo dopo, chiedilo a qualcun altro, sono in bagno" Tu devi esserci SEMPRE. Devi reggere a tutti i capricci, a tutte le urla e le lacrime, alle litigate, alla voce troppo alta, ai non mi va, agli ho bisogno. Devi coccolare quella con la febbre e tenerle la testa mentre vomita ma intanto pensare al'altro che fa i compiti e che si sente trascurato. Devi consolare nel cuore della notte e alzarti al primo suono della sveglia, e preparare la colazione, e i pranzi, e i vestiti, e non dimenticare nulla, perchè se non ci pensi tu non ci pensa nessun altro. E questo ti crea una sorta di nervo scoperto. perchè tutto quello che più desideri al mondo è una persona al tuo fianco. E' un tuo surrogato, un clone, un'alternativa, un sostegno.
E non te ne rendi conto subito. Perchè sei una che combatte, abituata a reggere nelle situazioni più difficili. Perchè non vuoi che i tuoi figli pensano che non li ami, non vuoi che si sentano difficili o faticosi. Perchè è così, e tu devi farcela.
Poi arriva la sera in cui non ti senti bene. In cui ti senti svenire  e spieghi a tuo figlio cosa fare se mamma si addormenta all'improvviso. E dopo quella volta ti accorgi che ogni tanto quella paura sottile di sentirti male quando sei sola con loro ti corre lungo la schiena, e ti fa sentire un pò meno forte, un pò meno sicura. E tu inizi ad essere più stanca, e poi ti accorgi che sei più nervosa. Ma tieni botta.
Poi la vita cambia. E oggi non sono più sola. E i figli sono miei, e la mamma è sempre la mamma, ma un appoggio ora ce l'ho. Non sono l'unica sopra i 120 cm ora.
E allora? Tutto risolto?
Ecco no. E' questa la parte strana, qui io mi interrogo sulla capacità. Perchè capita che Lui arrivi tardi, o che esca con i suoi amici, ancora rarissime volte. E quando tre mesi fa è venuto a vivere con noi io mi sono chiesta se non avrei sentito la mancanza del mio tempo da sola con i miei figli. Ma invece no. Invece succede che in quei momenti io di nuovo sprofondo nel nervosismo non al primissimo ma al terzo quarto momento di crisi si.. il fatto è che non sopporto più stare da sola. Mi sono resa conto che mi viene l'ansia, che mi sembra di non farcela, di non essere all'altezza. mi sembra di non poter più garantire ai miei figli una mamma comprensiva e paziente, ma invece offro solo una gallina isterica.
E' vero, chi condivide la mia vita, Lui e amici, non fanno che lodare la mia pazienza e la mia capacità di gestire tutto e bene. Lui non fa che ripetere ai miei figli che mamma eccezionale hanno. Ma io non la vedo. Spesso no. E mi chiedo se c'è un modo per recuperare. Per ricreare spazio sotto quella soglia. Se è solo un momento. Se è solo stanchezza.
Perchè poi si sa, chi va con lo zoppo impara a zoppicare. E i nani te lo insegnano, che un sorriso, un ti voglio bene e cinque minuti a tutto volume sono come un colpo di spugna, e si riazzera tutto. E tu ti chiedi come hai potuto pensarlo, di non reggerli, di volerli zitti e dormienti. Almeno fino al prossimo capriccio...




18 gennaio 2012

se la testa è vuota, e quell'istinto materno chissà dov'è

questo è proprio uno di quei pomeriggi lì, quelli in cui penso di essere una madre che forse la madre non la doveva fare. Che chissà se quel famoso istinto io ce l'ho, ma forse più no che sì. che mi sembra che la mia energia vitale sia stata risucchiata dal centro della fronte, e che ora escano solo fumo dalle orecchie e fiamme dagli occhi. Perchè mi sento incapace di mettere i miei bisogni da parte in favore di pazienza e sacrificio, quelle due qualità che ogni buona madre dovrebbe avere sempre, a risorsa illimitata, da poter tirare fuori ogniqualvolta, sul più bello, evviva Mary Poppins. Perchè è difficile ammetterlo ma oggi NON MI VA. I nani sono malati da una settimana. una settimana. Settimana in cui sono stata male anche io, impiegando il mio tempo tra pediatra per loro e ospedale per me. E così loro sono in quella fase tra l'isterico e il sovraeccitato perchè non mettono il naso fuori da troppo tempo, piccoli animali in gabbia. E io dietro a loro. Perchè sono mesi che mi dico che finalmente mi posso prendere qualche giorno qua e là per fare qualcosa, qualcosa che mi vada, che mi faccia bene, qualcosa che mi ricarichi. Perchè è un periodo di merda, e lo stress è ben oltre il livello di guardia. E non ho molte soluzioni a portata di mano, se non quella di ricaricarmi altrove e avere l'energia giusta per affrontare il lato oscuro. E così..visto che il mio contratto è scaduto da 4 mesi 4, io lavoro meno e ho tempo. Tempo per la vita. Ho fatto tanti progetti, piccoli, microscopici e non. E anche di godermi il mio spazio di mamma. Ma poi. Ogni volta succede qualcosa, e va così da mesi, per cui poi mi ritrovo sempre più di corsa, sempre meno aria, sempre più incombenze, e io divento sempre l'ultimo pensiero tra tutti. Annaspo un pò. Loro sono stati ammalati e in vacanza per almeno la metà del tempo, e l'altra metà io ho lavorato e studiato. Quindi: no space.
E adesso sto qui, chiusa dentro casa da stamattina con loro che litigano, si fanno i dispetti, combinano casini, urlano..e io vorrei solo che stessero buoni e tranquilli o altrove. Ecco, io-non-sono-capace. Dopo un pò perdo la pazienza. Non riesco a rinunciare completamente a me stessa. A non avere il tempo di una telefonata, o di scrivere due righe, o di andare in bagno da sola, o di ascoltare una canzone. Divento una gallina isterica, urlo, prego i nani di darmi ascolto...aiuto. Forse davvero non è per me, non ho tutta quella capacità di resistenza. Li adoro, non so farne a meno. Eppure...io non so essere solo questo. io non so annullarmi per loro. Ora vorrei buttarmi sul divano con loro e mangiare pop corn e vedere tv, ma devo pensare ai compiti di Edo, ad intrattenere Lu, a mantenere il punto sulla tv...ecco, io chissà se me la cavo?

3 dicembre 2011

Quando si dice l'amore per la lettura..

da www.quintolecce.it
Avete idea di cosa sia un nano 6enne il terzo mese di prima elementare? Lui è un lettore. Sopra ogni altra cosa. Legge qualunque cosa leggibile, in qualunque posto si trovi. Cosí le passeggiate durano ore..."Far-ma-ki-mmm-c-i-a! C'è scritto farmakia mamma? Ah no, farmacia!! Mamma io ho letto farmacia!!" bravo Edo!! È divertente. È anche un pó emozionante, ecco. Cuoredimamma. Lo guardi leggere il suo primo libro, col ditino che tiene il segno, le sillabe scandite tipo doppiaggio del tipico russo che parla italiano. Ahah. No no, non faccio quei pensieri tipo quanto è cresciuto, oddio quanto è grande,già in prima, 6 anni, cavolo...aiut. Cioè, non sempre. Ma comunque è bello. Guardate qui ;)

4 novembre 2011

Incontri di gruppo:mamme stressate, calzini e mutande

Ieri sera alla scuola di lulú hanno organizzato un favoloso incontro con una psicologa, il primo di una serie. Un momento soprattutto di confronto per i genitori, con la presenza di una persona "speciale". Ottimo. Ci sono andata convinta, amo partecipare a queste cose perché credo che il confronto sia una risorsa inesauribile per una mamma. Ed è andata alla grande. E ci siamo fatte un sacco di risate,descrivendo quei momenti critici in cui sbatteresti la testa (e possibilmente tuo/a figlio/a) al muro. E non ci siamo sentite sole, quando ognuna cominciava dicendo "saró una madre degenere, io credo di non avere un grande istinto materno ma.." e invece tutte la pensavamo allo stesso modo. E tra il serio e il semiserio, tra storie di chi ha un figlio che gli tira le cose addosso perchè non voleva cambiare città e chi ha una bambina che non vuole stare mai seduta, si è detto anche questo:
-ecco, io ho un problema con i calzini. Si, avete capito bene.perché F vuole solo i calzini di quel negozio lí, perchè non hanno la striscetta che sennó dice che le si infilano tra le dita e le danno fastidio, e ogni mattina è un incubo co sti calzini...perchè certo, mi vorrà dire qualcosa, io lo so, ma che mi vorrà dire? O.o
-invece C si cambia le mutande 5 volte al giorno. Si, lei a un certo unto si spoglia tutta, si mette li davanti al cassetto e sceglie...e lo fa 5 volte al giorno, e io non faccio in tempo neanche a lavargliele, non so come fare!! Sarà solo cosí fanatica?? *_*
Ecco...ascolti queste storie e ti diverti, perchè i bambini sono incredibili. E pensi anche che per fortuna lulú ancora no...andrebbe a dormire con i suoi stivali è vero, ma io non aspetto l'estate come la manna dal cielo al pensiero di togliere le calze!!
PS l'incontro è stato davvero interessante e magari ci scriveró un post, sull'educazione emozionale...

1 novembre 2011

Halloween con tintin, tre bambini e una benedizione

-Zia ceci? -si tesoro, dimmi.. - ma tu e Ale vi siete già sposati? - ehm..no. - ah. Ma volete fare i fidanzati per tutta la vita? O magari un giorno vi sposerete? -ecco...si, potrebbe essere che un giorno ci sposiamo.. -oh, io sarei proprio contenta se vi sposerete cosí ogni volta che vedo te io vedo anche lui che mi sta simpaticissimo!!
Ecco, mia nipote. Unico esempio nel popolo dei nani ad avere accolto con scetticismo il mio nuovo entourage familiare. Perchè lei non ci poteva proprio pensare 'che io e lo zio ci eravamo divisi'. E continuava a fare disegni dove c'era anche lui e a darmeli dicendo che poi lo tenevamo a turno. Cioè, i miei figli sono tranquilli e rilassati e chiedono al mio compagno di trasferirsi a casa nostra mentre mia nipote non se ne fa una ragione. Fino a ieri.
Galeotto fu Tintin. Abbiamo portato i bimbi al cinema. Adoro farlo. Me li carico tutti e tre (figli e nipote) in macchina e via, pop corn giganti e filmone. Il giorno di halloween la variazione sul tema è stata la presenza di Lui. Mia nipote non faceva che chiedere informazioni ai miei figli su "l'innamorato della zia ceci" , anche se già lo aveva incontrato, ma lo aveva sempre guardato con una certa diffidenza. Peró poi c'è stato il cinema. Scene buie, inseguimenti, un pó di paura. E cosí la donzella spaventata è corsa tra le braccia del galantuomo di turno e lí ha trovato consolazione. Conquistata, come da copione. Gliel'ha anche confessato poi 'sai, prima mi stavi un pó antipatico ma adesso mi stai simpaticissimo perchè mi hai consolata quando avevo paura!' Elementare, watson.

28 ottobre 2011

Ma la notte no

Togliere il pannolino a lulú non è stata una grande impresa. Niente a che vedere con quella epocale fatta per Edo, che piú o meno si ostinava a non cambiare minimamente le sue abitudini e cosí si comportava esattamente come quando aveva il pannolino ma, ecco..., il pannolino non c'era piú, con conseguenze che potere immaginare. Lei invece facile facile, abbiamo anche aspettato troppo. Ma la notte..no. Lei tre volte su quattro si sveglia in un lago. Anzi, mi correggo: è in un lago quando la sveglio. Perchè lulú dorme, e non si accorge di niente. Qualche volta veniva da me con aria stupita "mamma, s'ho la maietta bagnata!" e la faccia a punto interrogativo. E cosí, dopo aver svaligiato tutte le farmacie del circondario di traverse usa e getta, dopo aver cambiato letti e pigiami alle tre del mattino, attaccato lavatrici prima che cantasse il gallo ecc ecc, sono assalta ai metodi ammazzagenitore. Quelli in cui tu genitore ti svegli di notte per far fare pipí al tuo nano spanno lunato, che cosí prima o poi si abitua, dicono. Peró...devo confessare che è un momento fantastico. Io non mi metto la sveglia, tanto prima di mezzanotte non dormo. Quando sto per crollare vado di là e la prendo in faccio. Lei dorme. La porto in bagno, la metto sul water e lei dorme. Con la testa sulle mie gambe e abbracciata a me lei dorme. E dorme mentre fa pipí. Ed è strepitosa. Mi sciolgo ogni volta. Perchè poi mi dice "ho fatto", mentre continua a dormire. Ecco, ci sono queste cose, e questi momenti, che ti fanno capire che comunque vada, sei pur sempre una madre che si rincoglionisce dietro ai suoi bambini. Evviva!

24 ottobre 2011

Perchè non sono una mamma modello

Ci sono quelle mamme lì. Quelle che fanno le torte la domenica pomeriggio. Quelle che è tutto naturale, fatto in casa, biologico, genuino. Quelle che si ascolta solo questa musica, si legge solo quello, ci si mette solo quell'altro. Che non ci si sporca su! L'altro giorno in piscina ho osservato agghiacciata un padre che intimava al figlio 6enne l'autonomia completa e totale, e poi fiero e tronfio diceva ad un altra mamma del figlio 14enne che suona il flauto traverso all accademia. E io ho immaginato un ragazzino brufolosetto col suo flauto traverso, e mi sono sentita un pó triste che per carità, Severino gazzelloni era strepitoso...ma a 14 anni.. Non saprei.
Ecco no, io non sono così. Come sono io? Una mamma parecchio incasinata, che oggi ho mandato Edo a scuola in jeans e invece aveva ginnastica ma mi ero dimenticata, manonimporta. Una mamma che al figlio ha regalato il gioco dei pokemon chiedendo ai pischelki bel reparto videogiochi quale fosse quello più figo, e che insieme si è comprata finalmente little big planet per lei e ci ha fatto mezzanotte, ahah! Una che ai figli da anche i bastoncini findus, e che balla con loro ascoltando musica pop e rock. Che li veste come se fossero due bambolotti e mammamia che divertimento.. Che al cinema compra i popcorn giganti. Ecchisenefrega. Perchè quanto è bello essere bambini? E quanto è bello godersela con loro? Sarà che sono una mamma che pensa di avere quindici anni come dicono alcune mie amiche un pó più nella parte... Ma io credo solo che non serve essere seri e pinguini x fare i genitori, anzi..

11 ottobre 2011

Ci vorrebbe la giusta filosofia..

Sono giorni strani. Il mio corpo mi ha mandato qualche segnale qua e là, come se qualcosa funzionasse non troppo bene. E nella mia testa si sono annidiati dei pensieri, delle paure. E io certe cose le so, le so bene. È come una condanna a volte, la competenza, la conoscenza. Perchè non puoi tanto sfuggire, o mettere la testa sotto la sabbia. Perchè sí, hai gli strumenti per ridimensionare, ma anche quelli per non farlo. Quelli per vedere qualche segno dove altri non sanno e non vogliono. L'ignoranza puó proteggerti. L'ho vissuto in prima persona, purtroppo. Quando sono stata accusata di allarmismo e pessimismo, ma invece poi avevo solo visto prima...e sarebbe meglio se fossi stata pessimista e allarmista e basta. Se fosse stata vera la versione rosa, quella a tarallucci e vinio E oggi ci sono pensieri che si muovono come serpenti nella mia testa, e cerco di tenerli sotto controllo. Poi mi accorgo che un pó di paura ce l'ho, e vado nel pallone. E penso che sono stanca di avere pensieri. E mi chiedo come si fa, ad avere tanta forza. Come fa chi sa di star male e vive ogni giorno. Leggo di madri che vivono, convivono con malattie importanti...e non so dove sia la fonte di quella luce, come si possa essere lucidi e restare tali. Mi chiedo spesso come sarei io, cosa farei. Forse per il lavoro che faccio, forse per le esperienze che ho vissuto ho spesso questo tipo di pensieri. Non sono una donna spensierata, non una madre spensierata. Se parto per viaggi lunghi lascio lettere a tutti, chiedo promesse. Ogni tanto dico cose, perchè penso che semplicemente voglio che siano state dette. Non credo di vivere ogni giorno come fosse l'ultimo, assolutamente. Peró qualche momento si. Qualche momento in cui mi sfiora l'idea che qualcosa possa succedermi c'è. E da quando sono mamma i momenti sono piú frequenti. E ogni tanto sono tangibili, quei pensieri. Diventano paure, piccole ansie. Forse è lo stress. Forse è il carico emotivo. Ma sono giorni cosí..e metterli nero su bianco sembra sempre portarli alla loro giusta dimensione, e donarmi un pezzetto di quella filosofia lí, quella giusta. Quella di Calvin & Hobbes. "se c'è soluzione di che ti preoccupi? E se non c'è soluzione, di che ti preoccupi?"

9 ottobre 2011

Due cose distinte

È tutto li. Nell'essere distinti e separati. Nel far si che a un certo punto uno vada da una parte e l'altro, appunto, dall'altra. Così mi sono ritrovata di nuovo sola, a combattere con le preoccupazioni di mamma, con la paura di non farcela e la consapevolezza che non puoi non farcela. Stringi i denti e vai avanti, inventi, improvvisi, ti ingegni. Raccogli ogni risorsa, anche la più nascosta, e vai. Arriverà la mattina, come diceva Edoardo ha da passà 'a nottata.
Dall'altra parte Lui combatte con i suoi problemi di figlio, per me un mondo lontano in verità. Forse per l'esigenza di non sperperare le energie, forse solo perchè ancora non mi riguarda così da vicino. Ma questo è.
E spontaneamente, senza polemica, mi sono ritirata nel mio angolino. Io e i miei figli. Io mamma tigre con i miei cuccioli. Come se ci fosse una linea sottile, che ci rende ancora due cose distinte, ognuna nel suo angolo da proteggere. Forse un giorno l'angolo sarà lo stesso. Oggi ancora no, oggi sono pur sempre una mamma sola di due nani, belli, dalle mille risorse ma faticosi e imprevedibili, e ancora mi rifugio nel pianto collettivo e consolatorio perchè chi l'ha detto che le mamme non devono piangere mai??

29 settembre 2011

Orgoglio di mamma

Edo è un bambino timido. Introverso. di quelli che, se entra in una stanza, uno va bene ma due sono troppi e tre noncelapossofà. Che si attacca alla gamba della mamma come un koala, che ha dei giorni che proprio no "io odioooooo..." Così insomma, come già vi avevo detto. E quest'anno ha cominciato la prima elementare. E ha pianto per una settimana. E sale in classe solo con la bidella. E non aveva amichetti in classe ma solo due femmine. E lui le femmine, anche no grazie. Non per nulla, ma vive in un mondo femmina-centrico, mamma, sorella, nonna, baby-sitter, e poveraccio, ha anche ragione. Quindi succede che nella sua classe ci sono il bambino F ed il bambino T. Di quelli che li vedi subito. Carinissimi. spigliati. "vivaci". duracell. Un pò come il modello B della mia famiglia (Lulu). E lui però li adora. e io sono contenta, che magari gli danno una shackerata. Insomma ieri c'è la riunione dei genitori. La maestra parla, è molto carina, ci spiega tutto sulle elementari etc etc. Bello. Poi io mi avvicino, voglio dirle che io e il papà di edo siamo separati. che lui è un pò timido ma va stimolato...solite cose. Lei mi prende le mani, mi guarda negli occhi  e prima che io abbia detto mezza parola mi fa "Signora, edoardo è vivacissimo!" Del tipo, vivacissimo fa casino, vivacissimo parla troppo, vivacissimo non sta mai fermo, vivacissimo fa parte del nucleo sovversivo della classe insieme a T e F... Vi devo raccontare la mia espressione??? O.o mi è caduta la mandibola...ma dentro di me...ho pensato che ero proprio orgogliosa!!! lo so...sono una madre "sui generis" ;)

27 settembre 2011

e perchè me lo devi proprio dire???

vorrei poter fare un vademecum delle cose che , se anche proprio si pensano, non è per forza necessario che dirle. soprattutto se si stanno per dire ad una mamma. soprattutto se è da sola. soprattutto se corre dalla mattina alla sera...e insomma, soprattutto perchè spesso è meglio farsi i fatti propri.
Del tipo:
"ma perchè sei stanca?? io non capisco..."
in effetti...le 5-6 ore di sonno che separano le mie giornate dovrebbero essere sufficienti a ricaricarmi per affrontare lavoro,scuola di specializzazione, esami, due bambini, casa, e..ah si, vita privata!!
"e di cosa sei stanca?? guarda che i figli ce li hanno tutti"
è vero...giusto. e quindi questo mi fa sentire improvvisamente e giustamente riposata!
"però guarda non avere fretta...stare sole con i figli è così bello!! no?"
senz'altro. il week end, un paio di ore il pomeriggio...è favoloso. h24...ve lo posso assicurare, anche no. Ad esempio può capitare che tu abbia voglia di fare pipì da sola...ma capisco che sono esigenze davvero strane, eh.
"mamma mia, dipingi i tuoi figli in un modo..."
come due bambini di 3 e 6 anni, mediamente vivaci, mediamente sani (non easttamente dei soldatini) che amano fare cose da bambini?? si...sono proprio loro...in QUEL modo lì..
ecco...serve dirlo?? ...ANCHE NO.
Si, sono polemica. ieri è stato un lunedì...di quelli lì, che pure Vasco Rossi c'ha scritto una canzone. e quando sono tornata a casa alle 19, e ho combattuto con i compiti, la cena, i cartoni animati, la cucinetta, la favola, il pigiama, i denti, i piedini, i vestiti per domani, lo zainetto per domani, le matite temperate, i libri da foderare, la buonanotte, la litigata prima della buonanotte, la caduta prima della buonanotte, il ghiaccio e in mezzo ah si, la telefonata alla nonna (l'ex suocera) con "nooonnnaaaaa...io voglio te!! la mamma vuole che prendo un brutto voto a scuolaaa!!!" (no dico...grazie...ma non eravate nella mia stessa squadra voi due nani, sangue del mio sangue, lamammaèsemprelamamma...???!!??)...il tutto entro le 20:30. ecco...ho sentito il bisogno di un adulto. (Si, lui l'ho chiamato ma ieri le coincidenze erano proprio avverse per me...)...
e insomma...ma prima di dire certe cazzate...ma perchè non se lo fanno un giretto turistico da me?!?!


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